Tor Bella Monaca HYbridge – Roma – 2013

PROGETTO: Lorenzo Faroldi

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La metafora del ponte come collegamento fisico e simbolico mi ha dato lo spunto per ripensarlo non più come meramente funzionale alle automobili ma come possibile generatore di architettura.Gli spazi prima inutilizzati dai cittadini diventano ora un’area edificata agganciata al tessuto esistente, senza lo spreco di suolo fertile. La soluzione è quella di un ponte/piastra abitato continuo ad un sistema più ampio di edifici collegati , le testate , che si integrano al tessuto esistente e l’interramento delle strade dell’intera area, al fine di rendere finalmente lo spazio fluido e attraversabile a piedi. Nessuna barriera dovrà impedire i flussi pedonali al piano terreno. Le testate del ponte sono intese come vere e proprie piazze fra gli edifici di progetto ed esistenti, in un’ottica di un sistema globale di piazze e percorsi connessi nell’intera Tor Bella Monaca.tmb-sketch Una continuità piazza-ponte-piazza guiderà le persone in un sistema di percorsi ora meno dispersivi e densi di funzioni a servizio dei cittadini. Il progetto ha nell’atto del “densificare” la propria parola d’ordine e nell’atto del “miscelare” (mixare ) nuove funzioni con l’esistente, il proprio obiettivo. L’ area di progetto e le zone limitrofe sono ora solo a carattere residenziale e in piccola parte commerciale.
Gli edifici sono tipologicamente solo edifici in linea enormi e molto distanti fra loro, causa quindi di una vertiginosa dilatazione spaziale di stampo modernista. tbm-plan-genNon vi sono spazi pubblici fruibili piacevoli ne tantomeno movimento di persone con caratteristiche sociali differenti.
L’idea è invece quella di innestare in questo contesto un centro di servizi urbani, pubblici e privati, aventi come asse portante un centro culturale formato da auditorium, mediateca, aule laboratorio e incubatori e una mensa-caffetteria.
Questa idea nasce anche dal fatto della presenza di uno studentato legato all’Università di Tor Vergata e quindi come luogo di cultura e ricerca.Contemporaneamente nel sistema di edifici integrati vi sono funzioni di tipo commerciale, edifici per uffici e una torre residenziale “simbolo” nella testata Nord.
Le aree limitrofe al ponte vengono ora ripensate come un grande parco lineare affacciato sulla tangenziale, attrezzato e fruibile da tutti ma soprattutto elemento di collegamento verde fra le due parti del quartiere separate e luogo di percorsi colleganti aree archeologiche di interesse. Sulla piastra vi è spazio per un giardino pensile a collegamento delle due parti del parco lineare e per il passaggio della navetta-metropolitana leggera, unico mezzo di trasporto consentito assieme alle biciclette e a tutti i veicoli non a motore.
Tutto il piano ipogeo prevede sia un’estensione della mediateca e sia la presenza di parcheggi direttamente raggiungibili dalle strade interrate. L’intera composizione prende atto sia della scuola romana e italiana in generale, legata alla figurazione per il controllo del progetto e allo stesso tempo prende atto di tendenze nord europee, specialmente olandesi, in quanto io stesso sono particolarmente legato professionalmente ad uno studio olandese, che ha quindi avuto per forza di cose un’influenza sul mio modo di agire. Si pone anche l’obiettivo di stabilire un metodo di progetto basato su azioni più rispettose della natura, di creazione di luoghi evocativi per le persone, di infrastrutture all’avanguardia, di fluidità e libertà nei percorsi pedonali e nel tentativo di mettere insieme persone di strati sociali differenti, con lavori e interessi differenti, con nazionalità differenti ma tutti abitanti della stessa città e quindi ad una auspicabile pace sociale ora tanto sofferta in questo angolo di periferia romana.

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